L’invisibile non è assenza, ma struttura originaria, principio ordinatore che rende intelligibile il mondo.
Il mio intento è proporre una grammatica dell’invisibile: non un sistema dogmatico, ma strumenti di pensiero chiari e rigorosi per riflettere sull’origine e sulla coerenza del reale.
Alcuni concetti chiave:
Baricentro → come il centro di gravità di un sistema complesso: non si vede, ma regge l’equilibrio.
Coerenza invisibile → come il filo d’oro di un arazzo: nascosta, ma fondamento dell’armonia.
Presente intenzionale → come il punto d’incontro tra correnti di un fiume: luogo in cui coscienza, visibile e invisibile si uniscono e generano senso.
Archetipi → forme che modulano la psiche, come note che danno armonia all’insieme.
Unus mundus → orizzonte unitario, in cui il fisico, lo psichico e il simbolico si riconoscono in una stessa trama.
Simbolo → ponte tra due rive: permette il passaggio, senza annullare la distanza.
Il problema dell’origine non è solo cronologico, ma ontologico ed esistenziale: riguarda le condizioni che ogni volta rendono possibile l’apparire del senso.
La filosofia dell’origine non pretende di offrire verità ultime. È un invito a pensare con rigore e umiltà, a osservare il reale nella sua complessità, a cercare coerenza senza riduzione né semplificazioni arbitrarie.
Ogni passo in questa direzione non è un arrivo, ma un movimento: un avvicinarsi alla trama nascosta che sostiene l’essere.
Il BN è un centro di coerenza calcolato come media di Fréchet pesata in uno spazio CAT(0).
Gli assi intenzionali sono X (interno↔esterno) e Y (istintivo↔simbolico).
Si leggono traiettorie BN(t) e indici (CENT, VEL, H, CIRC, Δsys) per descrivere dinamiche.
Piano intenzionale con orbita BN
esterno →
← interno
simbolico ↑
↓ istintivo
Visuale rapida: assi intenzionali e orbita esemplificativa del BN nel tempo.
Baricentro Nominale (BN). Punto di coerenza che non si vede ma orienta. È calcolato come media di Fréchet pesata in spazi CAT(0): esistenza e unicità garantite; stabilità rispetto a piccole variazioni; robustezza agli outlier a basso peso. Misura un centro di gravità semantico pesato dall’affetto (Ψ) e verificato dal contesto (κ). Non è un Assoluto: è un mezzo operativo che ordina le differenze senza schiacciarle.
Assi intenzionali. X: interno ↔ esterno. Y: istintivo ↔ simbolico. Le traiettorie BN(t) si leggono su questo piano.
Indici di lettura
CENT (centratura): distanza dall’origine.
VEL (reattività): variazione tra t e t+1.
Rigidità: prevalenza direzionale.
H (diversità): varietà tipologica delle risposte.
CIRC (curvatura): tendenza orbitale.
Δsys: scarto tra pipeline tecnica (Τ) e vissuto pesato (Φ+Ψ+κ).
Regola d’uso. Numero (π) ≠ uso (π̂). La misura non sostituisce il senso: lo rende leggibile e replicabile.
In breve
S(X) collega misura e uso in 4 parti: core (Φ), trace, proto (BN) e perform.
Schema S(X)
core (Φ)
trace
proto
BN
perform
chiusura canonizzante
memoria processuale
centro geometrico
riuscita nella vita
Diagramma operativo: dal core alla perform passando per il proto/BN.
Struttura viva in quattro mosse
core (Φ): chiusura canonizzante (riduce varianti, preserva ciò che conta clinicamente).
trace: la memoria processuale (storia delle occorrenze e degli usi).
proto (BN): il nucleo geometrico.
perform: la riuscita concreta nella vita (uso che “tiene”).
“mare” → “onda” (sensibile) e “infinito” (simbolico). Φ normalizza; Ψ pesa latenza/intensità; κ verifica compatibilità; BN cade in posizione intermedia; report: π (coordinate/indici) + π̂ (lettura clinica).
Domande guida
Quali parole o immagini stanno tenendo insieme la tua settimana?
Dove vedi un cambio di orbita (accelerazione/curvatura)?
Che cosa abbassa oggi il tuo Δsys?
Definizione operativa. Qualità generativa che tiene insieme contenuti, emozioni, memorie, proiezioni e rappresentazioni. Non è un’idea da adorare, ma una rete dinamica che garantisce continuità mentre tutto cambia. Il BN è l’ago di bussola di questa coerenza.
Esempio didattico
Diario di tre giorni: compaiono “ombra” (latente → manifesto → stabile). L’orbita BN si sposta verso interno‑alto; CENT cresce, VEL decresce: coerenza in consolidamento.
Domande guida
Qual è un rito minimo che puoi ripetere questa settimana?
Quale promessa pubblica (piccola, verificabile) può ridurre la deriva?
Quale immagine‑soglia ti ri‑centra senza anestetizzarti?
Triade minima: poesia ↔ misura ↔ farmaco.
Poesia apre immagini‑soglia.
Misura (BN, S(X), indici) evita l’autoinganno.
Farmaco è la prassi che ri-centra senza anestetizzare (riso, rito, promessa minima).
Esempio didattico
Gruppo disallineato; lettura corale (rito) + risata spontanea. Post‑evento: Δsys↓, κ↑; il lavoro riparte.
Figure‑ponte
Lo starnuto di kairós
Quando il caos prende parola, il sistema “starnutisce” e si allinea: emerge una direttrice breve e netta. È l’istantaneo BN che lascia traiettoria (CENT, VEL, orbite).
Esempio
In colloquio, a “non ce la farò” segue “e se invece provassi?”. VEL↑ su t* , poi rientro: nuova orbita più vicina al centro.
L’odio come specchio
L’odio indica dove il centro cede. Osserva Δsys e polarizzazioni del BN: lì il rifiuto diventa vettore rivelativo e materia di diario.
Esempio
Stimolo “padre” → risposta “giudice”. κ basso, Δsys alto: si apre un compito sul contesto (precisare “quale giudice”).
Metodo minimo di lettura (6 passi)
Prima l’immagine, poi il concetto.
Individua la soglia: dove il BN cambia quadrante o accelera (VEL, CIRC).
Pesa l’affetto (Ψ) e verifica il contesto (κ) su più canali (coseno/PMI/giudici/ML).
Controlla Δsys: alto = rischio di alienazione da Τ; basso = allineamento.
Leggi S(X): core/trace/proto/perform per distinguere numero (π) e uso (π̂).
Annota l’orbita, non il punto: la traiettoria è la clinica.
Esempio pratico (metodo in 6 passi)
Scenario. Una decisione di lavoro ti mette in stallo.
Immagine. Scegli una foto/simbolo che rappresenti la scelta.
Soglia. Segna il momento in cui senti un cambio (un respiro, una frase nuova).
Ψ/κ. Valuta su 0–3 quanto ti muove (Ψ) e se il linguaggio è condiviso con chi decide (κ).
Δsys. Confronta ciò che senti con la “pipeline” tecnica: dove diverge?
distanza tra BN con Τ e senza Τ: spia di scollamento tecnico‑esperienziale.
Glossario semplice (per lettori non specialisti)
Centro (BN). Un punto medio che riassume dove tendono le tue risposte nel tempo.
Assi. Due direzioni: dentro↔fuori e corpo↔simbolo. Servono per mappare movimenti.
CENT. Quanto sei vicino al centro: più basso = più raccolto, più alto = più eccentrico.
VEL. Quanto cambi da un momento al successivo.
H / CIRC. Quanta varietà c’è e quanto “curva” la tua traiettoria.
Δsys. Quanto differisce ciò che la tecnica propone da ciò che vivi.
Φ, Ψ, Τ, κ. Quattro “manopole”: forma, affetto/peso, normalizzazione tecnica, compatibilità di contesto.
1. Prolegomeni e postulati
Tesi di fondo. Eros, Psiche e Mondo non sono poli isolati ma forze interdipendenti che generano coerenza dinamica. Il BN ne è la mappa operativa.
1.1 Eros — forza unificante.
Vettore di slancio che impedisce la fissità del centro. Operativo. Spinge l’asse interno ↔ esterno. Esempio didattico. Diario di decisione: “rimanere / partire”. VEL↑ quando compaiono verbi agentivi (partire, provare); BN si sposta verso esterno mantenendo Ψ alto.
1.2 Psiche — luogo delle immagini.
Campo di archetipi e metafore. Operativo. Modula l’asse istintivo ↔ simbolico. Esempio. Stimolo “mare” → “onda” (istintivo) / “infinito” (simbolico). BN intermedio; H↑ se compaiono narrazioni.
1.3 Mondo — scena condivisa.
Vincoli, istituzioni, storia. Operativo. Aumenta κ (compatibilità) o lo riduce se il lessico non è condiviso. Esempio. “Promessa pubblica” in laboratorio: κ↑, Δsys↓, orbita più corta.
1.4 Triade nel BN.
Eros = movimento; Psiche = immagini; Mondo = scena.
BN = punto di coerenza dinamica (non assoluto).
2. Immagini simboliche e alchemiche
Coniunctio oppositorum. Unione operativa di contrari (Sole/Luna) letta come orbita verso il centro. Drago. Conflitto con la funzione inferiore: spinge il BN in regioni estreme ma prepara il rientro. Discesa nell’ombra. Fase nigredo: implosione (CENT↓, CIRC↑). Oro filosofale. Stabilità momentanea del BN (isteresi breve, Δsys↓).
Esempio didattico
Sequenza: “notte → sogno → alba”. BN scende (interno‑istintivo), poi risale (interno‑simbolico); VEL picco su “alba”; Δsys cala dopo un rito minimo.
3. Visioni cosmologiche
Psiche come microcosmo. Le orbite baricentriche imitano schemi planetari (periodi, eccentricità). BN come cosmologia operativa. Zone di attrazione/fuga, punti di Lagrange simbolici (aree di equilibrio relativo nelle pratiche).
Esempio didattico
Diario settimanale: periodicità 3‑giorni su “lavoro”. Fourier su x(t), y(t) mostra risonanza; si pianifica un farmaco simbolico nel giorno critico (promessa minima) → VEL↓, CENT stabile.
4. Dimensione archetipica
Anima. Vettore di apertura (interno → esterno). Ombra. Polarizzazione estrema (warning clinico, Δsys↑). Sé. Centro dinamico (BN armonico), non fisso.
Esempio didattico
Stimolo “padre”. Risposte alternate “rifugio / giudice”. Logica paraconsistente: non si forza la sintesi; si traccia l’orbita e si verifica κ con esempi concreti.
Replicabilità. Validazioni incrociate (clinica/linguistica); drift check; κ stabile con isteresi.
Robustezza vs baseline. Miglioramenti medi attesi su centroidi euclidei; interpretazione accompagnata da esempi concreti.
Esempio didattico
Enunciati opposti “sono forte / sono fragile”. La lettura non forza mediazioni premature: si registra un percorso tortuoso tra i poli, clinicamente leggibile; Δsys guida gli interventi (chiarificazioni, promessa minima).
Chiusura sintetica
Validità. Il BN è definito in uno spazio metrico adeguato (CAT(0)) con media di Fréchet pesata: non è un Assoluto, è un mezzo operativo che ordina differenze.
Stabilità. Piccole perturbazioni nei dati o nei pesi generano piccoli scarti del BN; gli outlier a basso peso incidono poco.
Riproducibilità. Protocolli standardizzati (30 Parole, Diario), κ multi‑canale con soglie e isteresi, logging/versioni/seed, report CSV.
Coerenza. S(X) integra misura (proto/BN) e uso (perform), tenendo insieme numero e senso.
Regola d’oro. Ogni affermazione S va proiettata in E tramite Τ e Ψ; solo allora F può operare (BN, simmetrie) e C calcolare. Così poesia e calcolo dialogano senza confondersi.
Sintesi finale (perché conta)
Punti chiave
Il BN è uno strumento operativo per leggere coerenza e cambiamento.
Gli indici (CENT, VEL, H, CIRC, Δsys) rendono il percorso replicabile.
S(X) collega misura e vita concreta: dal core alla perform.
Poesia ↔ misura ↔ farmaco: immagini, numeri e pratiche si sostengono a vicenda.
La compatibilità di contesto (κ) e il Δsys guidano interventi responsabili.
Spunti di riflessione
Quale parola‑soglia descrive meglio il tuo oggi?
Che micro‑promessa puoi verificare entro 7 giorni?
Dove noti il maggiore scarto tra tecnica e vissuto (Δsys) e come puoi ridurlo?
Appendice — Mappa delle Parole (versione stampabile)
(Una parola per pagina. Ogni pagina contiene: immagine‑soglia, risonanze, box BN/indici, protocollo, esempio didattico, critiche e risposta, chiusura.)
Pagina 1 — Casa invisibile
Immagine‑soglia. Una casa senza porte né finestre, luce interna tenue. (Inserire immagine coerente in stampa.)
Risonanze. Rifugio, relazione, ospitalità, intimità che invita.
Box BN / indici (setup atteso)
Assi: X = interno↔esterno (tendenza a interno), Y = istintivo↔simbolico (tendenza a simbolico).
BN atteso: quadrante alto‑interno; CENT medio; VEL basso→medio; Δsys basso se il gruppo è allineato.
Indicatori da osservare: parole‑nucleo (casa, rifugio, soglia), gesti di cura (mani, distanza), tono di voce.
Protocollo minimo (8′)
2′ di silenzio sull’immagine;
2′ di gesto‑casa (palmi uniti/aperti);
2′ nomina di 3 parole‑nucleo;
2′ promessa minima (un gesto di ospitalità nei 7 giorni).
Esempio didattico
In classe: dopo il gesto‑casa, emergono “calore, soglia, rifugio”. κ cresce (2/3 → 3/3), Δsys scende. BN si stabilizza in alto‑interno; VEL lieve.
Critiche formali/empiriche → Risposte
Idealizzazione del “rifugio”. → Tenere distinta π (coordinate) da π̂ (uso): la promessa verifica la perform.
Ambiguità lessicale (“casa” privata vs “casa” comunitaria). → κ multi‑canale (coseno/PMI/giudici/ML) e chiarificazione contestuale.
Chiusura. Output di pagina: mappa 4Q con orbita breve; tabella indici (CENT, VEL, H, CIRC, Δsys); promessa registrata.
Pagina 2 — Notte / Abisso
Immagine‑soglia. Un orizzonte scuro con un filo di alba lontana.
Risonanze. Implosione, silenzio denso, perdita di forma, sogno come ponte.
Box BN / indici (setup atteso)
Assi: X verso interno, Y verso istintivo (fase nigredo).
BN atteso: quadrante basso‑interno; CENT basso→medio; CIRC in aumento; VEL con picchi; Δsys medio (attenzione al rischio di alienazione).
Protocollo minimo (10′)
3′ ascolto di un verso‑soglia (es. “notte che non dorme”);
3′ scrittura non interrotta (120″) + scelta di 3 parole‑nucleo;
2′ rito minimo (luce accesa/sincronia);
2′ restituzione indici.
Esempio didattico
Diario: “notte → sogno → alba”. Picco VEL su “alba”, Δsys cala dopo il rito. Orbita risale verso interno‑simbolico.
Critiche → Risposte
Riduzionismo emotivo. → Φ conserva le varianti clinicamente rilevanti; Ψ deriva da latenza/intensità + giudizi.
Rischio di over‑fitting al caso singolo. → Logging, seed, criteri κ con isteresi; confronto su 2–3 sessioni.
Chiusura. Output di pagina: curva BN(t) con marcatura di t* (evento‑soglia), indici pre/post farmaco minimo.
Pagina 3 — Tempo simbolico
Immagine‑soglia. Clessidra con sabbia sospesa a metà.
Risonanze. Kairos vs chronos, rito, attesa, promessa.
Box BN / indici (setup atteso)
Assi: Y verso simbolico; X intermedio (interno↔esterno).
BN atteso: vicino alla diagonale alto‑centrale; CENT medio; CIRC regolare; Δsys basso se la promessa è pubblica.
Protocollo minimo (12′)
2′ scelta di un rito ripetibile (es. lettura corale);
Team: periodicità 3‑giorni su “rinvio”. Dopo l’introduzione di una promessa con scadenza fissa, VEL tra i giorni critici si riduce; CENT si stabilizza. (Se utile, analisi spettrale su x(t), y(t) per mostrare risonanza.)
Chiusura. Output di pagina: tabella promesse (oggetto/data/criterio/esito), grafico BN(t) con finestre di risonanza.
Pagina 4 — Centro come inizio
Immagine‑soglia. Un punto luminoso al centro di un foglio bianco.
Risonanze. Avvio, ri‑centratura, misura che abilita la vita.
Box BN / indici (setup atteso)
Assi: X e Y vicini allo zero (centratura).
BN atteso: prossimità all’origine; CENT basso‑medio; VEL contenuto; Δsys molto basso.
Protocollo minimo (7′)
1′ respiro comune;
3′ scelta di una azione minima di apertura (es. “scrivere una riga insieme”);
3′ misura: indici + mappa 4Q.
Esempio didattico
Riunione conflittuale: giro di parafrasi empatica (Stein). κ sale (da 1/3 a 3/3), Δsys crolla, BN torna vicino all’origine: il “centro” diventa inizio operativo.
Critiche → Risposte
“È solo un numero.” → Distinzione π/π̂ + restituzione pratica (azione minima).
Generalizzabilità. → Dichiarare i limiti del dominio; se non‑CAT(0), segnalare possibile non‑unicità.
Chiusura. Output di pagina: scheda di verifica pre/post (CENT, VEL, Δsys) + nota di prassi (cosa cambia da domani).
Introduzione
Il Baricentro Nominale (BN) non e soltanto un concetto teorico, ma una soglia
operativa che permette di coniugare il piano misurabile con quello vissuto. Esso
armonizza polarita opposte — interno ↔ esterno, istintivo ↔ simbolico — offrendo
una vera e propria mappa dinamica dello stato simbolico, in grado di restituire sia i
processi di integrazione che le derive di frammentazione.
Le radici concettuali del BN emergono da un dialogo interdisciplinare che integra:
• Filosofia: Platone, con l’Idea e la chōra come principi ordinatori; Kant, con l’unita
sintetica della coscienza; Husserl, con l’orizzonte intenzionale che accompagna
ogni atto di coscienza.
• Psicologia analitica: Jung con il concetto di funzione inferiore come polo fragile
ma potenzialmente integrativo della personalita.
• Formalizzazione matematica: la media di Frechet in spazi CAT(0), che assicura
unicita, stabilita e robustezza della misura baricentrica anche in contesti
complessi.
Il BN e stato inoltre descritto in chiave poetico-esistenziale come un centro invisibile
ma operante, capace di tenere insieme psiche, simbolo e mondo. In questa
prospettiva, il lavoro sperimentale qui proposto non si limita alla quantificazione tecnica,
ma intende restituire una misura che rispetti la densita simbolica dell’esperienza,
valorizzando la risonanza affettiva e le immagini che emergono nel processo.
Alla luce di tali premesse, il presente studio si propone di:
1. Applicare il modello BN per osservare gli spostamenti simbolici legati
all’attivazione della funzione inferiore.
2. Validare empiricamente i protocolli standardizzati del diario simbolico e del
test associativo delle 30 parole, gia sottoposti a prove di affidabilita.
3. Verificare la capacita del BN di integrare polarita marginali, trasformandole in
Oggetti Simbolici Coerenti (S(X): core, trace, proto, perform).
Ipotesi e Obiettivi
Ipotesi principale
L’attivazione sistematica della funzione inferiore, intesa come polo fragile e marginale
della personalita (Von Franz, Jung), produrra spostamenti misurabili del Baricentro
Nominale (BN) verso regioni piu bilanciate del piano intenzionale X/Y. Ci si attende un
incremento della coerenza simbolica (Φ e κ piu elevati), un aumento della centratura e
una riduzione della polarizzazione eccessiva, segnalata da valori estremi o rigidita
eccessive.
Obiettivi specifici
1. Quantificare il ΔBN (pre-post)
• Confrontare la posizione del BN tra la fase iniziale (T1) e quella finale (T2)
tramite il Test Associativo delle 30 Parole, applicando la media di
Frechet pesata (Ψ) in spazi CAT(0).
• Calcolare la differenza vettoriale (ΔX, ΔY) come indice di spostamento
simbolico.
2. Monitorare le variazioni dei quattro operatori fondamentali del BN
• Φ (chiusura canonizzante): capacita dei contenuti di convergere in un
nucleo coerente.
• Ψ (pesi affettivi): intensita emotiva e salienza attentiva delle risposte.
• Τ (normalizzazione tecnica): aderenza alla procedura e riduzione di
errori o slittamenti.
• κ (compatibilita contestuale): coerenza delle immagini e delle
narrazioni con i contesti di vita dichiarati.
• L’osservazione avverra principalmente tramite i diari simbolici (7–14
giorni), che consentono di tracciare nel tempo micro-spostamenti della
traiettoria baricentrica.
3. Calcolare indici di integrazione e stabilita
• CENT (centratura): distanza del BN dall’origine del piano intenzionale.
• VEL (velocita simbolica): ampiezza media degli spostamenti BN(t).
• Rigidita: prevalenza di un asse dominante rispetto alla varieta simbolica.
• H (entropia simbolica): diversita e ricchezza delle tipologie associative.
• Δsys (scarto tecnico/esperienziale): divergenza fra rappresentazione
tecnica (Τ) e vissuto (Φ+Ψ+κ).
4. Correlare dati quantitativi e qualita fenomenologica
• Integrare le misure numeriche con i resoconti qualitativi dei partecipanti
(resistenze, immagini spontanee, compatibilita contestuale).
• Valutare come i simboli si muovono da stati latenti a manifesti (misura
μφ con soglia a isteresi) e come questi cambiamenti incidano sulla
traiettoria BN.
• Esaminare la convergenza tra dati dei diari e test associativo, cosi da
rafforzare la validita empirica del protocollo.
Metodologia
Campione
Saranno inclusi nello studio soggetti adulti di eta superiore ai 18 anni.
Saranno esclusi individui con stati psichiatrici acuti, condizioni di intossicazione o
situazioni di confusione mentale, poiche tali fattori potrebbero compromettere la validita
della raccolta dati e l’aderenza alle procedure.
Le sessioni saranno condotte in setting individuali o in piccoli gruppi (massimo 6
partecipanti), all’interno di contesti protetti, silenziosi e privi di distrazioni, in linea con
le raccomandazioni operative gia formalizzate nei protocolli BN.
Strumenti
1. Diario simbolico (7–14 giorni)
• Ogni partecipante registrera quotidianamente un compito che coinvolge la
funzione inferiore, secondo le linee di Von Franz (polo fragile da integrare).
• Le registrazioni saranno codificate sugli assi X (interno ↔ esterno) e Y
(istintivo ↔ simbolico), e analizzate attraverso gli operatori fondamentali
del BN (Φ, Ψ, Τ, κ).
• Le schede giornaliere includeranno: evento/compito, percezioni, immagini
emerse, pensieri analitici, emozioni, resistenze e decisioni concrete.
2. Test Associativo delle 30 Parole (T1–T2)
• Somministrato in varie sessioni (iniziali e finali).
• Prevede la presentazione sequenziale di 30 parole-stimolo; i partecipanti
rispondono con la prima associazione che emerge, entro un tempo
massimo di 15 secondi.
• Verranno registrati: risposta, latenza, intensita emotiva (Ψ, su scala 1–5),
compatibilita contestuale (κ).
• I dati permetteranno di tracciare le traiettorie dinamiche del BN(t) e di
calcolare gli indici quantitativi (CENT, VEL, Rigidita, H, Δsys).
3. Codebook operativo
• Comprendera esempi-ancora e criteri di codifica preregistrati per
aumentare l’affidabilita inter-giudici, con particolare attenzione alla
classificazione sugli assi X/Y e alla valutazione degli operatori Φ/Ψ/Τ/κ.
Pipeline analitica
1. Raccolta e codifica delle risposte da diario e test.
2. Applicazione degli operatori:
• Φ (chiusura) per ridurre la dispersione semantica.
• Ψ (pesi affettivi) per quantificare la salienza emotiva.
• Τ (normalizzazione tecnica) per garantire trattabilita dei dati.
• κ (compatibilita contestuale) per verificare coerenza esperienziale e
simbolica.
3. Calcolo del BN come media di Frechet pesata in spazi CAT(0), utilizzando Ψ
come peso e riducendo l’influenza degli outlier.
4. Costruzione dell’Oggetto Simbolico Coerente (S(X)), articolato in:
• core (nucleo di senso),
• trace (memoria delle traiettorie precedenti),
• proto (BN attuale),
• perform (riuscita esperienziale).
5. Derivazione di indici diagnostici e interpretativi:
• Strutturali (Nevrotico, Borderline, Psicotico).
• Stilistici (Depressivo, Ossessivo, Narcisistico, ecc.), tramite layer clinicofenomenologico
integrato con le tipologie di McWilliams.
Validita e replicabilita
• Sara effettuata una doppia codifica del 20% delle unita con valutazione di
concordanza:
• Cohen’s κ ≥ .70 per codifica sugli assi X/Y.
• ICC ≥ .75 per operatori Φ/Ψ/Τ.
• Verranno utilizzati protocolli preregistrati e versionati, con logging
trasparente di parametri, seed di randomizzazione e soglie adottate.
• Le decisioni interpretative saranno testate con analisi di sensibilita ―0.05
Manoscritto BN
Immaginare un punto invisibile che tiene insieme pensieri, emozioni, simboli e numeri:
questo e il Baricentro Nominale (BN). Non si tratta soltanto di un concetto
matematico o filosofico, ma di una vera e propria soglia tra il misurabile e il vissuto, tra
la precisione delle formule e la ricchezza dell’esperienza umana.
Il BN nasce dall’incontro di discipline che raramente dialogano con naturalezza: la
filosofia, che interroga i fondamenti dell’essere e del significato; la psicologia, che
esplora i movimenti sottili della coscienza; la matematica, che cerca l’ordine nascosto
nelle strutture; e infine le scienze applicate, dalla linguistica computazionale alla clinica
psicoterapeutica, fino all’intelligenza artificiale.
Come una bussola simbolica, il BN non riduce la complessita a un unico piano, ma la
armonizza, offrendo una mappa coerente per orientarsi tra vissuti soggettivi e analisi
oggettive. L’obiettivo di questo volume e mostrare come una tale architettura teorica
possa essere allo stesso tempo un pensiero rigoroso e uno strumento operativo,
capace di incidere nella pratica: dal monitoraggio delle traiettorie psichiche in
psicologia, all’analisi dei cluster semantici in linguistica, fino alla lettura delle divergenze
simboliche in ambito socioculturale.
Questa introduzione vuole dunque invitare il lettore a un percorso che non e solo
intellettuale, ma anche esperienziale: attraversare il Baricentro Nominale significa
sostare in un punto di equilibrio dinamico, dove teoria e vita si specchiano a vicenda.
Ogni sapere cerca il suo centro, ma spesso lo smarrisce nel labirinto delle differenze. Il
Baricentro Nominale nasce proprio da questa ricerca: come un filo invisibile che
raccoglie le molteplici voci del reale senza soffocarle, custodendo in se la promessa di
un’unita che non annulla ma fa dialogare.
Immaginiamo una costellazione: i concetti sono stelle disperse, le emozioni correnti
sottili che le attraversano. Il BN non e la stella piu luminosa, ne la somma di tutte, ma la
trama segreta che le tiene insieme, disegnando nel cielo un disegno riconoscibile. E un
luogo di soglia, dove il calcolo incontra il simbolo, e dove la precisione della misura si
lascia attraversare dal respiro dell’esperienza.
In questo senso, il BN non e soltanto uno strumento concettuale, ma un invito: ad
abitare la complessita senza paura, a riconoscere che la contraddizione puo essere
fertile, che la molteplicita puo farsi armonia. E un pensiero che ascolta, un’architettura
che respira, un ponte sospeso tra cio che si conta e cio che si racconta.
Questo tentativo e dunque anche un viaggio. Non un semplice trattato, ma un
attraversamento: dal rigore matematico alle risonanze archetipiche, dai protocolli clinici
alle intuizioni poetiche. Chi lo percorre scoprira che il centro non e mai un punto fisso,
ma un inizio continuo, una promessa di equilibrio che si rinnova a ogni passo.
1. Introduzione
Frase-chiave evocativa: “Al centro della molteplicita, un punto che tiene insieme
senza annullare.”
1.1 Il Baricentro Nominale: una soglia filosofica e operativa
Definizione di lavoro.
Chiamiamo Baricentro Nominale (BN) l’operatore che, dato un insieme di espressioni in
uno spazio di significati, restituisce il punto di coerenza che minimizza la distanza media
pesata tra le varianti, tenendo conto dell’attenzione, degli affetti e del contesto.
Portata teorica.
Il BN non e una semplice media: e un principio dinamico di convergenza. Qui
confluiscono simultaneamente la forma linguistica, la tonalita affettiva, la norma tecnica
e la compatibilita contestuale. La sua forza sta nel tenere insieme senza ridurre.
Utilita operativa.
Il BN serve a diagnosticare blocchi e derive simboliche, disambiguare polisemie e
misurare divergenze tra codici. Funziona come un “radar di coerenza” che individua il
punto critico di equilibrio.
Origini concettuali.
Il BN incrocia:
• Platone: l’Idea come principio d’ordine.
• Kant: l’unita sintetica della coscienza.
• Husserl: l’orizzonte intenzionale.
Convergenza di piani.
• Filosofia: criteri di senso e coerenza.
• Matematica: stime robuste e medie geometriche.
• Psicologia: pesi affettivi e traiettorie simboliche.
• Tecnica: normalizzazione e vincoli di contesto.
Box 1.1 — Esempio pratico (clinico)
Un paziente si trova diviso tra il desiderio di cambiare lavoro e la paura di perdere
sicurezza. Il BN individua il “punto di stallo” che mantiene il conflitto, rendendo visibile
la tensione centrale che blocca l’azione.
Box 1.2 — Esempio pratico (computazionale)
Un algoritmo deve interpretare la parola “banca”. Il BN seleziona il senso corretto
(“istituto di credito” oppure “riva del fiume”) valutando il contesto linguistico
circostante.
1.2 Obiettivi del volume
Scopo. Integrare formalizzazione matematica ed esperienza fenomenologica: unire
rigore e vissuto.
Applicazioni. Psicologia clinica (monitoraggio dei blocchi simbolici), linguistica
computazionale (disambiguazione e clustering semantico), analisi socioculturale
(comprensione delle divergenze simboliche).
Connessioni. Il BN apre traiettorie di ricerca in neuroscienze, intelligenza artificiale,
diritto e sociologia, diventando un ponte metodologico tra discipline.
Box 1.3 — Esempio applicato (linguistica)
Un sistema di traduzione automatica puo migliorare la resa contestuale applicando il
BN: la parola “charge” viene interpretata come “accusa” in ambito legale e come
“carica elettrica” in ambito fisico.
Risonanza evocativa: “Misura e vissuto: due rive, un ponte.”
2. Fondamenti filosofici del BN
Frase-chiave evocativa:
“L’unita non cancella: orienta.”
2.1 Platone: il centro ordinatore
Epigrafe:
“L’Uno non e molte cose, ma tiene insieme il molteplice.”
Per Platone, l’Uno e principio ordinatore che raccoglie la molteplicita senza dissolverla.
In questo senso, il BN puo essere interpretato come una declinazione contemporanea
dell’Idea dell’Uno: non un concetto astratto che annulla le differenze, ma una funzione
che le raccoglie in un punto di coerenza.
La chōra, definita nel “Timeo” come spazio ricettivo, si avvicina al ruolo del BN: un
campo che ospita forme diverse, garantendo al tempo stesso stabilita e possibilita di
trasformazione. Il BN svolge cosi la funzione di “matrice dinamica” del senso, dove gli
elementi mantengono identita pur convergendo in un equilibrio.
Box 2.1 — Esempio pratico (clinico-sociale)
In un conflitto tra sicurezza e liberta, le posizioni sembrano inconciliabili. Il BN permette
di rappresentare simbolicamente entrambe le polarita e di individuare un “terreno
comune” che non nega ne l’una ne l’altra, ma consente un orientamento condiviso.
2.2 Kant: l’unita trascendentale
Epigrafe:
“L’unita della coscienza accompagni ogni rappresentazione.”
Kant sostiene che ogni esperienza sia resa possibile dall’unita trascendentale
dell’appercezione, cioe dalla capacita della coscienza di unificare il molteplice sotto un
unico atto di pensiero.
Il BN, in questa prospettiva, diventa la formalizzazione di tale unita sintetica: un
dispositivo capace di integrare rappresentazioni differenti e di renderle coerenti grazie a
regole di riconoscimento. Non solo i concetti, ma anche i pesi affettivi che
accompagnano l’esperienza contribuiscono alla sintesi, evidenziando la componente
emozionale del processo conoscitivo.
Box 2.2 — Esempio pratico (psicoterapico)
Un paziente vive una contraddizione interna: desidera indipendenza ma teme
l’abbandono. Il BN permette di mappare entrambe le rappresentazioni e di restituire una
traiettoria unificante, rendendo visibile la sintesi possibile.
2.3 Husserl: l’orizzonte intenzionale
Epigrafe:
“Ogni coscienza e coscienza di…”
Per Husserl, ogni atto di coscienza e orientato verso un oggetto: intenzionalita. Ma
questo orientamento non si esaurisce nell’oggetto immediato: e sempre accompagnato
da un orizzonte di possibilita latenti.
Il BN puo essere inteso come la misura invisibile di coerenza che tiene insieme gli atti
intenzionali: non riduce il vissuto, ma ne disegna le traiettorie, rendendo esplicito il
rapporto fra il punto attuale e l’orizzonte che lo circonda.
Box 2.3 — Esempio pratico (fenomenologico-clinico)
I diari simbolici mostrano come il soggetto, nel tempo, si muova in orbite baricentriche:
momenti di avvicinamento al centro (integrazione e lucidita) si alternano a fasi di
scissione (dispersione e frammentazione).
Saggio 2.A — Implosione e iperestensione del BN
Husserl parla di un “ego puro”, centro costitutivo dell’esperienza. Nella clinica
psichiatrica, questa nozione trova un’eco nell’antinomia maniaco-depressiva:
– Implosione: il BN viene risucchiato, la coscienza collassa su se stessa, il vissuto si
restringe. L’esperienza depressiva mostra questo svuotamento del campo intenzionale.
– Iperestensione: il BN si dilata oltre misura, la coscienza si espande senza confini,
moltiplicando direzioni senza radicamento. La fase maniacale esprime questo eccesso di
apertura.
Il BN, cosi, permette di descrivere queste dinamiche come variazioni di coerenza
simbolica: non solo categorie cliniche, ma trasformazioni geometriche del centro di
senso.
3. La struttura del BN
Frase-chiave evocativa:
“Una mappa per sostare nel movimento.”
3.1 Il piano intenzionale
Il BN non e un punto statico ma una funzione dinamica: si sposta, si deforma e traccia
traiettorie nel tempo. Per comprenderlo, occorre rappresentarlo su due assi
fondamentali:
• Asse X: interno ↔ esterno
– Esprime la tensione tra vissuti soggettivi (interno) e riferimenti oggettivi o
sociali (esterno).
• Asse Y: istintivo ↔ simbolico
– Indica il passaggio dal livello pulsionale immediato al livello simbolico e
mediato.
La posizione del BN all’interno di questo piano offre una “fotografia dinamica” della
coscienza in atto. Lo spostamento lungo gli assi mostra i passaggi evolutivi, le
regressioni o i blocchi.
Diagramma 3.1
Schema del piano intenzionale del BN, con traiettorie che mostrano movimenti ciclici,
oscillazioni e punti di stabilizzazione.
Box 3.1 — Esempio pratico (psicoterapia)
In un percorso clinico, il paziente parte da una posizione “interna-istintiva” (X−, Y−:
vissuto corporeo, emozioni immediate). Con il tempo, le sedute lo aiutano a spostarsi
verso una posizione piu “esterna-simbolica” (X+, Y+), in cui il vissuto diventa narrabile
e condivisibile. Il tracciamento del BN consente di monitorare i cambiamenti
simbolici e di riconoscere le fasi di stallo.
3.2 Oggetto Simbolico Coerente S(X)
Il BN, in quanto misura geometrica, individua il punto medio di coerenza. Ma da solo non
basta: occorre descrivere la struttura dinamico-operativa che ne deriva, chiamata
Oggetto Simbolico Coerente S(X).
S(X) rappresenta la forma simbolica capace di integrare stabilita e trasformazione. Le
sue componenti sono quattro:
1. Core — il nucleo di senso condiviso.
2. Trace — la memoria delle traiettorie simboliche precedenti.
3. Proto (BN) — il punto di equilibrio attuale che funge da riferimento.
4. Perform — la capacita di agire e trasformare il contesto.
Queste componenti non sono elementi separati, ma funzioni intrecciate: il core
stabilizza, la trace conserva, il proto misura, il perform innova.
Diagramma 3.2
Architettura di S(X), con le quattro componenti in relazione circolare: core al centro,
trace come memoria orbitale, proto come fulcro dinamico, perform come estensione
verso l’esterno.
Box 3.2 — Esempio pratico (IA semantica)
Un assistente virtuale deve adattare le proprie risposte al contesto. Il BN calcola il
centro di coerenza semantica, mentre S(X) integra le diverse componenti:
– Core: significati stabili (vocabolario di base).
– Trace: memoria delle interazioni precedenti con l’utente.
– Proto: interpretazione attuale del messaggio.
– Perform: risposta adattiva generata nel contesto.
In questo modo, l’IA diventa sensibile alla variazione contestuale senza perdere
coerenza complessiva.
4. Gli operatori fondamentali del BN
Frase-chiave evocativa:
“Operare la coerenza, non imporla.”
Gli operatori del BN sono funzioni che trasformano, pesano e verificano i simboli per
mantenerne la coerenza. Non agiscono come regole rigide, ma come principi dinamici
che preservano la pluralita integrandola in un sistema funzionante.
4.1 Operatore Phi — Chiusura canonizzante
L’operatore Phi (Φ) riduce le varianti mantenendo la coerenza. E un principio di
convergenza formale: raggruppa espressioni simili, elimina ridondanze, seleziona la
forma piu rappresentativa. In termini filosofici, corrisponde al gesto di “canonizzare”
senza annullare.
– Funzione: semplificazione, riduzione delle varianti.
– Obiettivo: garantire stabilita di significato.
Box 4.1 — Esempio pratico (NLP)
Nella lemmatizzazione semantica, parole diverse (“andare”, “vado”, “andrei”) vengono
ricondotte a un’unica forma canonica. L’operatore Phi consente al sistema di trattare
queste varianti come espressioni coerenti di un medesimo nucleo semantico.
4.2 Operatore Psi — Pesi affettivi e attentivi
L’operatore Psi (Ψ) attribuisce salienza affettiva e cognitiva alle varianti. Non tutte
le espressioni hanno lo stesso valore: alcune sono piu cariche di emozione, altre piu
rilevanti nel contesto. Psi assegna quindi pesi che orientano il calcolo del BN.
– Funzione: differenziazione dei contributi.
– Obiettivo: far emergere cio che conta di piu nel vissuto o nel discorso.
Box 4.2 — Esempio pratico (clinico)
In psicoterapia, due parole possono apparire simili (“mamma” e “madre”), ma il
paziente attribuisce a una un peso emotivo molto maggiore. L’operatore Psi permette di
monitorare i cambiamenti di salienza affettiva, indicando spostamenti profondi nella vita
interiore.
4.3 Operatore Tau — Normalizzazione tecnica
L’operatore Tau (Τ) assicura la trattabilita tecnica dei simboli. Agisce come un
processo di standardizzazione: rende comparabili dati eterogenei, allinea i formati,
riduce il rumore formale. E l’operatore che consente al BN di lavorare in modo rigoroso
anche su materiali complessi.
– Funzione: uniformare e regolarizzare.
– Obiettivo: rendere i simboli manipolabili senza perdita di significato.
Box 4.3 — Esempio pratico (linguistica computazionale)
Un sistema di analisi testuale incontra varianti come “New York City”, “NYC”, “New
York”. Tau le normalizza in una forma unica, cosi che l’algoritmo possa trattarle come
equivalenti senza confusione.
4.4 Operatore Kappa — Compatibilita contestuale
L’operatore Kappa (κ) valuta la coerenza tra interpretazioni e contesto. Un
simbolo non ha significato assoluto: la sua validita dipende dal luogo, dal tempo e dal
campo d’uso. Kappa verifica che l’interpretazione scelta “regga” nella situazione
concreta.
– Funzione: controllo contestuale.
– Obiettivo: evitare fraintendimenti e incongruenze.
Box 4.4 — Esempio pratico (sociolinguistico)
La parola “autonomia” ha significati diversi: in un discorso politico puo riferirsi
all’indipendenza di una regione, mentre in psicologia clinica indica la capacita personale
di autodeterminarsi. L’operatore Kappa mette in luce la divergenza e garantisce che le
interpretazioni restino aderenti al contesto d’uso.
5. La filosofia del simbolo
Frase-chiave evocativa:
“Il visibile parla dell’invisibile.”
5.1 Il simbolo come mediazione
Il simbolo e, per sua natura, una struttura di passaggio: collega cio che appare e cio
che resta nascosto, rendendo visibile l’invisibile. Non si esaurisce nel segno ne coincide
con il concetto: custodisce un eccedenza di senso che rimanda oltre se stesso.
In questa prospettiva, il BN misura il punto di equilibrio tra le molteplici risonanze
simboliche, restituendo un centro che non annulla le differenze ma le tiene in tensione.
Il simbolo diventa cosi non univocita, ma mediazione viva tra piani diversi.
Box 5.1 — Esempio pratico (caso “liberta”)
La parola “liberta” puo significare emancipazione politica, autonomia personale, liberta
interiore o liberta economica. Il BN, applicato a un corpus di discorsi, permette di
mappare la pluralita dei significati, mostrando dove essi convergono e dove
divergono.
5.2 Sincronicita e senso
La sincronicita, nel pensiero junghiano, indica la co-emergenza di eventi e significati
che non hanno un legame causale diretto, ma che si connettono in un campo di senso
condiviso.
Il BN, in questa chiave, diventa uno strumento per registrare la convergenza tra vissuti
soggettivi ed eventi esterni: individua i punti in cui il molteplice si organizza in un
disegno che appare significativo al soggetto.
Box 5.2 — Esempio pratico (sogni e vita quotidiana)
Una persona sogna ripetutamente immagini di viaggio e nello stesso periodo riceve
un’offerta di lavoro all’estero. Il BN, applicato ai materiali simbolici, mostra la
ricorrenza del tema del movimento: una sincronicita che segnala al soggetto un
orizzonte di senso emergente.
5.3 Archetipi e stratificazione
Gli archetipi, secondo Jung, sono forme originarie del senso: strutture profonde che
organizzano l’esperienza collettiva e individuale. Agiscono come attrattori simbolici,
capaci di polarizzare immagini, narrazioni e vissuti.
Il BN permette di leggere come i simboli si dispongono rispetto a questi attrattori,
mostrando i livelli di stratificazione: dal piano individuale al piano collettivo, dal vissuto
immediato alla memoria culturale.
Box 5.3 — Esempio pratico (psicoterapia)
In un percorso analitico, il paziente porta sogni ricorrenti di “mare” e “tempesta”.
Attraverso il BN si evidenzia come queste immagini non siano casuali, ma organizzate
attorno a un archetipo di trasformazione: il mare come spazio di rinascita e pericolo.
La stratificazione simbolica aiuta il terapeuta a distinguere i livelli personale, familiare e
collettivo.
6. Critiche e risposte
Frase-chiave evocativa:
“Distinguere per integrare.”
La teoria del BN, proprio perche si colloca al crocevia tra filosofia, psicologia e tecnica, e
esposta a diverse obiezioni. Lungi dall’essere un ostacolo, queste critiche aiutano a
chiarire i fondamenti e a rafforzare la coerenza del modello.
6.1 Ambiguita tra misura e significato
Obiezione.
Il rischio e che il BN riduca l’esperienza simbolica a un mero calcolo numerico, perdendo
la ricchezza dei vissuti e delle interpretazioni.
Risposta.
Il BN funziona su un doppio registro:
– Numerico, per garantire stabilita, replicabilita e comparazione.
– Ermeneutico, per rispettare la densita semantica e affettiva dei simboli.
In questo equilibrio, la misura non annulla il significato, ma lo rende visibile in nuove
forme.
6.2 Contraddizioni e logica paraconsistente
Obiezione.
Le rappresentazioni simboliche spesso contengono elementi contraddittori (es.
amore/odio, desiderio/paura). Come puo il BN trattarle senza cadere nell’incoerenza?
Risposta.
Il BN assume una prospettiva paraconsistente: non pretende di eliminare le
contraddizioni, ma le accoglie come parte integrante del campo simbolico. Invece di
collassare, le tensioni opposte vengono mappate e rese visibili come distanze e
traiettorie. La coerenza non e cancellazione del conflitto, ma la sua gestione
integrativa.
6.3 Validita empirica
Obiezione.
Il BN si fonda su codifiche simboliche che rischiano di essere troppo soggettive e
arbitrarie: come garantire affidabilita e replicabilita?
Risposta.
La metodologia del BN integra strumenti di validazione empirica:
– Protocolli standardizzati (es. Test delle 30 Parole, Diario simbolico).
– Codifiche multiple: diversi osservatori interpretano lo stesso materiale.
– Indici di affidabilita inter-giudici, che quantificano il livello di accordo.
Queste pratiche riducono il margine di arbitrarieta e rafforzano la solidita scientifica del
modello.
Tabella 6.1 — Sintesi dei risultati empirici
Ambito Strumento Risultato Affidabilita
Psicologia clinica
Test delle 30
Parole
Identificazione di blocchi
simbolici
α > 0.80
Fenomenologia Diario simbolico
Tracciamento delle traiettorie
di senso
k > 0.75
Linguistica
computazionale
Corpus BN-aware
Disambiguazione contestuale
robusta
precisione
85%
Analisi socioculturale
Mappe di
divergenza
Evidenza di cluster simbolici
condivisi
replicabile
7. Applicazioni del BN
Frase-chiave evocativa:
“Misurare per prendersi cura.”
Il BN trova applicazione in diversi ambiti disciplinari. La sua funzione e duplice: da un
lato offre strumenti di analisi rigorosa, dall’altro genera nuove possibilita di intervento.
7.1 Psicologia clinica
Il BN consente di tracciare nel tempo le traiettorie simboliche di un soggetto,
rendendo visibili blocchi, spostamenti e oscillazioni. In particolare, permette di
distinguere quando un conflitto e in via di elaborazione e quando, invece, si cristallizza
in un punto di stallo.
Box 7.1 — Studio di caso (ansia sociale)
Un giovane adulto con ansia sociale vive oscillazioni tra polo “interno-istintivo”
(chiusura, paura del giudizio) e polo “esterno-simbolico” (desiderio di espressione e
riconoscimento). Il BN, tracciato lungo gli assi X/Y, mostra la tendenza a rimanere in
zone di ritiro, con improvvise e brevi aperture. Questo monitoraggio aiuta terapeuta e
paziente a vedere graficamente i blocchi e a lavorare sul loro superamento.
Saggio 7.A — Malumori baricentrici
Nella clinica psichiatrica emergono due configurazioni patologiche del BN:
– Implosione: il BN viene risucchiato, la persona perde energia vitale e sperimenta
depressione e vuoto simbolico.
– Iperestensione: il BN si dilata oltre misura, generando euforia incontrollata e
frammentazione maniacale.
Queste dinamiche, rappresentate geometricamente, aiutano a comprendere il disturbo
non solo come sintomo clinico, ma come variazione strutturale del centro di
coerenza.
7.2 Linguistica computazionale
Nel campo della linguistica computazionale, il BN e uno strumento per costruire
cluster semantici dinamici e robusti. Permette di gestire ambiguita lessicali e di
adattare le interpretazioni al contesto, superando i limiti delle tecniche statiche di
analisi.
Box 7.2 — Esempio pratico (assistente virtuale)
Un assistente virtuale deve interpretare la frase: “Vorrei prenotare una tavola”. Il BN,
integrando pesi contestuali e lessicali, riconosce che in un ristorante il significato
corretto e “tavolo” e non “tavola” come oggetto. Questo processo consente al sistema
di inferire l’intenzione reale dell’utente.
Diagramma 7.1 — Pipeline BN-aware
Schema della pipeline di elaborazione del linguaggio:
1. Input testuale → 2. Pre-processamento (Tau) → 3. Analisi dei pesi affettivi (Psi) →
4. Canonizzazione semantica (Phi) → 5. Verifica contestuale (Kappa) → 6. Output
adattivo basato sul BN.
7.3 Analisi socioculturale
Il BN e utile anche per analizzare le divergenze simboliche nei discorsi collettivi,
soprattutto quando linguaggi tecnici e linguaggi quotidiani si incontrano e rischiano di
generare incomprensioni.
Box 7.3 — Esempio pratico (caso “autonomia”)
Il termine “autonomia” assume significati diversi:
– In ambito politico-giuridico, indica il grado di indipendenza di una regione o di
un’istituzione.
– In ambito personale, si riferisce alla capacita di decidere e agire in modo libero.
Attraverso il BN, queste divergenze possono essere mappate e rese visibili,
mostrando come lo stesso termine ospiti campi semantici distinti e potenzialmente
conflittuali.
8. Il centro come inizio
Frase-chiave evocativa:
“Il centro non si vede: si sente nell’armonia.”
Il BN non e soltanto uno strumento analitico: e anche una figura simbolica che
richiama l’idea di un principio generativo, nascosto ma determinante. Il centro non
appare come oggetto, ma come forza che tiene insieme cio che altrimenti resterebbe
disperso.
8.1 Il centro invisibile
Il BN agisce come principio invisibile ma generativo: non lo si coglie direttamente,
ma se ne avvertono gli effetti nella coerenza e nell’equilibrio che produce. Esso e il
punto che ordina senza imporsi, che regge senza mostrarsi.
Racconto 8.A — Il centro che unisce gli opposti
Un viandante entra in una sala circolare in cui le persone litigano, ciascuna rivolta verso
la propria direzione. Al centro, pero, c’e un punto invisibile che tutti sentono pur senza
vederlo. E questo punto che permette al viandante di riunire i presenti: non chiede a
nessuno di rinunciare alla propria posizione, ma li invita a riconoscere che gia sono
tenuti insieme da un centro comune.
Il racconto esprime la funzione del BN: dare unita senza cancellare le differenze.
8.2 Integrazione misura/vissuto
Il BN consente di integrare misura e vissuto, mostrando come le polarita simboliche
non si escludano ma si bilancino. Paura e desiderio, corpo e pensiero, istinto e simbolo:
ogni coppia di opposti trova nel centro il punto di armonizzazione dinamica.
Box 8.2 — Esempio pratico (paura come segnale integrato)
Un paziente descrive la paura come tachicardia e respiro corto (dimensione fisiologica),
ma anche come simbolo di “ombra che incombe” (dimensione immaginativa).
Attraverso il BN, entrambe le letture possono essere tenute insieme: la paura e
misurabile come attivazione corporea e interpretabile come figura simbolica, senza che
l’una annulli l’altra.
9. Protocolli e replicabilita
Frase-chiave evocativa:
“Cio che si misura si condivide.”
Il BN non e solo un modello teorico: per essere utile deve tradursi in pratiche
replicabili, protocolli chiari e strumenti validati che consentano a diversi ricercatori e
clinici di ottenere risultati confrontabili.
9.1 Protocolli operativi
Protocollo 9.1 — Test delle 30 Parole
Strumento diagnostico basato sulla somministrazione di 30 parole-stimolo. Il soggetto
produce associazioni libere; queste vengono codificate e mappate rispetto agli assi del
BN. Il test consente di individuare blocchi simbolici, traiettorie di spostamento e polarita
dominanti.
Protocollo 9.2 — Diario simbolico
Il paziente o il partecipante registra quotidianamente immagini, parole chiave e vissuti.
Nel tempo, il BN traccia le orbite baricentriche: fasi di avvicinamento al centro
(integrazione) e fasi di scissione (dispersione). Il diario e uno strumento longitudinale,
capace di mostrare micro-movimenti e trasformazioni.
Manuale 9.A — Colloquio diagnostico
Guida per integrare il BN nell’intervista clinica. Prevede tre passaggi:
1. Raccolta di narrazioni spontanee.
2. Identificazione delle polarita simboliche.
3. Localizzazione baricentrica su piano X/Y.
Il manuale consente di applicare il BN in modo strutturato durante il dialogo
terapeutico.
Checklist 9.1 — Passi operativi
1. Somministrare stimolo (parola o domanda).
2. Registrare le risposte.
3. Codificare varianti e pesi affettivi (Psi).
4. Applicare chiusura canonizzante (Phi).
5. Normalizzare dati (Tau).
6. Verificare coerenza contestuale (Kappa).
7. Mappare traiettorie BN nel tempo.
Diagramma 9.1 — Flusso dati
Schema del processo: stimolo → raccolta → codifica → operatori (Φ, Ψ, Τ, κ) → calcolo BN
→ rappresentazione grafica → interpretazione clinica/computazionale.
9.2 Validazione
Per garantire solidita scientifica, i protocolli BN vengono sottoposti a processi di
validazione empirica. Cio significa assicurare che i risultati siano replicabili e affidabili
anche in contesti diversi.
– Protocolli standard: linee guida condivise.
– Strumenti validati: test e diari sottoposti a verifiche statistiche.
– Metriche di affidabilita: indici che misurano la consistenza delle codifiche e
l’accordo tra osservatori.
Griglia 9.1 — Criteri di codifica
– Polarita simboliche (interno/esterno, istintivo/simbolico).
– Intensita affettiva (da 1 a 5).
– Frequenza di ricorrenza.
– Collocazione temporale (sequenza).
– Coerenza contestuale.
Tabella 9.2 — Affidabilita inter-giudici
Strumento
N.
giudici
Indice di
accordo
Interpretazione
Test delle 30
Parole
4 k = 0.82 Ottima affidabilita
Diario simbolico 3 k = 0.77 Buona affidabilita
Colloquio BN 5 k = 0.74
Soddisfacente,
migliorabile
10. Conclusioni
Frase-chiave evocativa:
“Il ponte tiene perche ha due rive.”
10.1 Sintesi del modello
Il Baricentro Nominale (BN) si presenta come un ponte tra teoria e pratica:
– Dal lato teorico, integra filosofia, psicologia, matematica e scienze del linguaggio.
– Dal lato pratico, fornisce strumenti per monitorare traiettorie simboliche, risolvere
ambiguita e costruire mappe di coerenza.
Il suo valore non sta solo nella capacita di calcolare, ma soprattutto nel rendere
visibile cio che accade al confine tra misura e vissuto. Cosi, il BN diventa
strumento di diagnosi, di mediazione e di comprensione interdisciplinare.
Box 10.1 — Esempio pratico (mappa finale)
Un paziente conclude il percorso terapeutico. La mappa del suo BN mostra uno
spostamento dal quadrante “interno-istintivo” al quadrante “esterno-simbolico”: dal
chiudersi in emozioni non dette al renderle condivisibili e narrabili. Questa immagine
finale sintetizza il cambiamento, restituendo un profilo baricentrico che unisce
traiettoria e trasformazione.
10.2 Limiti e prospettive
Come ogni modello, anche il BN ha i suoi limiti. Non e una “teoria totale”, ma un
dispositivo che necessita di continua validazione empirica e di confronto con altri
paradigmi. Tuttavia, la sua natura interdisciplinare apre scenari promettenti:
– Neuroscienze: studio dei correlati neurali dei movimenti baricentrici.
– Intelligenza artificiale: sviluppo di algoritmi BN-aware per una comprensione
contestuale piu robusta.
– Diritto e scienze sociali: mediazione simbolica nei conflitti normativi e culturali.
Il futuro del BN sta nella sua capacita di rimanere strumento vivo, capace di unire
rigore e apertura, misura e immaginazione.
Risonanza evocativa finale:
“Non oltrepassare i contrari: abitane il centro.”
11. Appendice
Frase-chiave evocativa:
“La precisione e il rispetto per l’oggetto.”
11.1 Glossario
– BN (Baricentro Nominale): operatore che individua il punto di coerenza tra varianti
simboliche, tenendo conto di pesi affettivi, attenzione e contesto.
– S(X): Oggetto Simbolico Coerente, struttura dinamico-operativa che integra core,
trace, proto e perform.
– Phi (Φ): operatore di chiusura canonizzante, riduce varianti per garantire coerenza.
– Psi (Ψ): operatore dei pesi affettivi e attentivi, attribuisce salienza a elementi diversi.
– Tau (Τ): operatore di normalizzazione tecnica, standardizza simboli per trattabilita.
– Kappa (κ): operatore di compatibilita contestuale, verifica la coerenza delle
interpretazioni con la situazione concreta.
– Chōra: concetto platonico di “ricettacolo”, spazio che accoglie forme senza annullarle;
analogia con il ruolo del BN.
– Intenzionalita: nozione husserliana per cui ogni coscienza e sempre coscienza di
qualcosa; il BN mappa l’orizzonte intenzionale.
– Archetipo: forma originaria collettiva, secondo Jung, che agisce come attrattore
simbolico.
– Sincronicita: co-emergenza di eventi e significati senza nesso causale diretto, ma
uniti da un campo di senso.
– Logica paraconsistente: logica che accoglie contraddizioni senza collasso,
fondamento della tolleranza del BN alle polarita opposte.
– Media di Frechet: generalizzazione della media pesata in spazi metrici complessi.
– Stabilita Lipschitz: misura dei limiti di variazione di una funzione al variare degli
input.
– Robustezza agli outlier: capacita di una misura di non essere distorta da valori
estremi.
11.2 Note tecniche
– Media di Frechet: permette di calcolare un “centro” anche quando lo spazio non e
lineare, esempio ideale per il BN che opera in spazi di significati.
– Stabilita Lipschitz: garantisce che piccole variazioni nei dati non provochino
cambiamenti sproporzionati nei risultati; utile per rendere il BN affidabile.
– Robustezza agli outlier: assicura che valori estremi o anomalie non distorcano la
mappa baricentrica, mantenendo il modello stabile e interpretabile.
11.3 Riferimenti filosofici e letterari
– Platone: l’Idea e la chōra come fondamenti dell’ordine che raccoglie senza annullare.
– Kant: l’unita trascendentale dell’appercezione come modello dell’integrazione
simbolica nel BN.
– Husserl: l’intenzionalita e l’orizzonte fenomenologico come base per la mappatura
baricentrica dei vissuti.
– Jung: il concetto di archetipo e sincronicita, che mostrano la dimensione collettiva e
simbolica del BN.
– Merleau-Ponty: la fenomenologia del corpo e la percezione incarnata, che radicano il
BN nell’esperienza concreta.
Indici interni
Gli indici interni hanno lo scopo di fornire al lettore uno strumento di orientamento
pratico. Raccolgono in forma schematica i materiali visivi, tabellari e applicativi
disseminati nei capitoli, rendendo immediata la consultazione.
Figure e diagrammi
– Diagramma 3.1 Piano BN con traiettorie simboliche.
– Diagramma 3.2 Architettura dell’Oggetto Simbolico Coerente S(X).
– Diagramma 7.1 Pipeline BN-aware per l’elaborazione del linguaggio.
– Diagramma 9.1 Flusso dati del protocollo BN (stimolo → codifica → operatori →
mappa).
Tabelle e griglie
– Tabella 6.1 Sintesi dei risultati empirici e della validita del modello.
– Griglia 9.1 Criteri di codifica per protocolli e diari simbolici.
– Tabella 9.2 Affidabilita inter-giudici nei diversi strumenti.
– Checklist 9.1 Passi operativi del colloquio e dei protocolli BN.
Box applicativi e saggi
– Box 1.1 Conflitto clinico tra desiderio e paura.
– Box 1.2 Disambiguazione semantica di “banca”.
– Box 1.3 Traduzione contestuale via BN.
– Box 2.1 Conflitto sicurezza/liberta.
– Box 2.2 Contraddizioni interne in psicoterapia.
– Box 2.3 Diari simbolici e orbite baricentriche.
– Saggio 2.A Ego husserliano: implosione e iperestensione.
– Box 3.1 Monitoraggio di traiettorie simboliche cliniche.
– Box 3.2 IA semantica e adattivita contestuale.
– Box 4.1 Lemmatizzazione semantica (operatore Φ).
– Box 4.2 Monitoraggio dei pesi affettivi (operatore Ψ).
– Box 4.3 Normalizzazione del linguaggio naturale (operatore Τ).
– Box 4.4 Divergenze tra linguaggi tecnico e quotidiano (operatore κ).
– Box 5.1 Caso “liberta” e pluralita di significati.
– Box 5.2 Sincronicita tra eventi e sogni.
– Box 5.3 Archetipi nei processi terapeutici.
– Box 7.1 Studio di caso su ansia sociale.
– Saggio 7.A Malumori baricentrici: implosione e iperestensione.
– Box 7.2 Assistente virtuale BN-aware.
– Box 7.3 Divergenze socioculturali sul termine “autonomia”.
– Racconto 8.A Il centro invisibile che unisce gli opposti.
– Box 8.2 Paura come segnale integrato (fisiologico e simbolico).
– Box 10.1 Mappa finale di un profilo BN.
Il mio lavoro nasce da un’ossessione: trovare un centro. Non un centro
statico, ma un nucleo vivo, un baricentro nominale, che tiene insieme
l’esperienza senza mai chiuderla. Questo centro e invisibile, eppure
operante. E la radice da cui la poetica, il pensiero filosofico e la misura
scientifica prendono forma.
La poesia ha inaugurato questo cammino: la “casa invisibile”, il “deserto”,
la “notte come un’eco” sono immagini che non descrivono soltanto stati
d’animo, ma aprono un campo simbolico in cui intimita e cosmo si
riflettono. E li che ho intravisto la necessita di dare un nome a cio che univa
eros e abisso, desiderio e perdita: il centro invisibile, e immaginare una
nuova lingua.
Da quella radice esistenziale, poetica, e nata la ricerca teorica. Ho voluto
dare al simbolico un metodo: il Baricentro Nominale (BN). Esso misura la
posizione media dei simboli nello spazio semantico, filtrata dai loro pesi
affettivi (Ψ) e dalla compatibilita contestuale (κ).
Non e un artificio tecnico, ma un modo per rendere leggibile il movimento
del senso, stabile e replicabile. Li dove la filosofia rischiava l’astrazione e la
clinica la vaghezza, il BN offre rigore e trasparenza.
Accanto alla misura, ho elaborato la coerenza invisibile: non un concetto,
ma una qualita generativa, il filo che lega visibile e invisibile, psiche e
mondo, senza mai ridurli.
E cio che regge il flusso delle trasformazioni, il ritorno ciclico all’origine,
l’anello che non si chiude ma fonda.
Tutto il progetto si muove cosi:
– la poesia come apertura del cuore; campo simbolico,
– la teoria come fondazione matematica e fenomenologica,
– la pratica come farmaco simbolico, ossia come metodo di cura della
coscienza dispersa.
Ogni parte non vive separata: la poesia custodisce il nucleo originario, la
teoria lo rende leggibile, il farmaco lo rende praticabile. E un sistema
circolare, una “ruota del presente intenzionale” che mostra come la psiche
si muove tra archetipi, stili e abissi.
Io affermo con chiarezza: il baricentro nominale non e una definizione
astratta, ma una soglia tra apparire e struttura, tra concetto e vissuto. La
filosofia, qui, non chiude mai: diventa un cammino nell’ignoto, una spirale
infinita che cerca l’inizio nel cuore del presente.
In sintesi: questo progetto e una fondazione aperta. Non sistema chiuso,
ma metodo di attraversamento. La parola poetica, la misura simbolica e la
cura epistemica sono tre volti dello stesso gesto: custodire l’invisibile come
principio che regge il visibile, testimoniare un centro che e sempre inizio.
Leave a comment